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Ottimizzare l'ambiente di ascolto

Aggiornamento: 26 gen

Un buon inizio per un buon risultato: la stanza d’ascolto e una corretta collocazione dell’impianto audio Hi-Fi.




In una comune abitazione, l'impianto hi-fi trova solitamente spazio in ambienti come il soggiorno o il salotto. Ovviamente queste stanze sono pensate per scopi differenti, rappresentando quindi un compromesso e non la soluzione ideale allo scopo. Infatti, in questi casi bisogna tener conto delle tipiche esigenze domestiche, che spesso nulla hanno a che vedere con un risultato adeguato ai fini della riproduzione audio ad alta fedeltà.


Non è un segreto che molti appassionati coltivano il desiderio di poter disporre di una stanza appositamente dedicata al proprio impianto audio. Desiderio talvolta difficile da realizzare, a causa di svariate e ovvie ragioni. Questa comune problematica non può e non deve però diventare un ostacolo alla nostra passione per la buona riproduzione. Vediamo come.


Con piccoli e semplici accorgimenti alla portata di tutti è possibile ottimizzare alcuni aspetti legati all’ambiente di ascolto, migliorando le prestazioni complessive del nostro impianto.

Gli aspetti da prendere in considerazione sono i seguenti:

  • posizionamento degli apparecchi

  • posizionamento delle elettroniche

  • posizionamento dei diffusori

  • individuazione del punto d'ascolto

  • gestione dei cablaggi

  • utilizzo oculato di materiali fonoassorbenti

  • utilizzo ragionato di accessori

Innanzitutto, cerchiamo di posizionare gli apparecchi su una superficie che sia solida e abbia stabilità, che non fletta e che non oscilli.

Evitiamo quindi di posizionarli all'interno di vani chiusi, tipici del mobile da soggiorno, o della parete attrezzata. L'ideale sarebbe un tavolino porta elettroniche, studiato per lo scopo.

Il mercato dell'Hi-Fi è ricco di proposte in tal senso, proponendo particolari soluzioni fatte di differenti materiali, che condividono tutte il particolare di non avere, appunto, pareti o vani chiusi. Infatti, un mobile adatto allo scopo deve essere essenzialmente rigido e dotato di grande stabilità, ma privo di fianchi e di chiusura sui lati.


Inserire un apparecchio all'interno di un vano amplificherà, come una cassa di risonanza, i disturbi indotti da rimbombi e riflessioni che si generano all’interno del vano, ripercuotendosi negativamente sugli apparecchi e sul suono.

Evitare inoltre di sovrapporre le elettroniche, cioè di non posizionarle a contatto diretto fra di loro, serve non solo a favorire una maggiore areazione e ventilazione, incrementando quindi l'efficienza operativa, ma serve soprattutto a evitare l’interazione negativa dei campi elettromagnetici irradiati dai trasformatori di tensione presenti all’interno degli apparecchi, nei confronti dei quali le sorgenti digitali e le pre-amplificazioni sono particolarmente sensibili.


Estrema importanza riveste poi il fattore relativo al posizionamento dei diffusori nell'ambiente. E’ importante dare alle casse - tranne rare eccezioni - il giusto spazio attorno a loro, non addossandole alla parete. In linea di massima, dovrebbero essere distanziate di almeno 1 metro dalla parete di fondo, misurando tale distanza dal frontale (buffle).

Se possibile, cerchiamo di distanziare i diffusori di almeno 70 cm anche dalla parete laterale. Questo aiuterà a minimizzare gli effetti negativi causati dalle riflessioni secondarie.

Evitiamo poi di porre ostacoli all'emissione frontale e laterale dei diffusori, come sedie, pouf, poltrone e divani.


A tal proposito, va specificato che ogni diffusore fa storia a sé in base alle sue caratteristiche di progettazione (cassa chiusa; bass reflex; linea di trasmissione; reflex anteriore o posteriore ecc...).

Ogni diffusore è, in altre parole, dotato di particolari peculiarità che devono essere gestite e sfruttate con un corretto posizionamento degli stessi, tante prove e molta pazienza. Per tali prove è bene utilizzare brani noti, che ascoltiamo spesso. Così sarà facile comprendere, con buona approssimazione, se le modifiche operate stiano effettivamente portando a miglioramenti oppure no.


Particolare attenzione va data al punto d'ascolto, che deve essere individuato ponendoci di fronte ai diffusori, collocandoci al centro fra di essi e distanziandoci di modo da formare un immaginario triangolo equilatero.

Cerchiamo inoltre di distanziare la nostra posizione di ascolto rispetto alla parete posteriore di almeno 30 cm e, se possibile, non superando i 70 cm di distanza.

Otterremo così un rafforzamento delle basse frequenze più profonde, oltre alla minimizzazione delle riflessioni posteriori, rendendo l'esperienza d'ascolto ancora più convincente e verosimile.


Quanto ai cablaggi audio, è buona prassi evitare inutili grovigli e sovrapposizioni fra cavi di segnale e di alimentazione. Perciò distanziateli fra loro il più possibile.

I cavi di alimentazione emettono infatti campi elettromagnetici che possono interagire negativamente con i più delicati e sensibili cavi di segnale.

Il risultato finale ci restituirà un suono più cristallino e piacevole.


L’utilizzo di materiali fonoassorbenti, di cui sono spesso costituiti anche poltrone, tendaggi e tappeti, può attenuare gli effetti negativi sul suono causati da stanze troppo spoglie e riverberanti. Attenzione però a non eccedere con la loro implementazione nell'ambiente di ascolto, in quanto si potrebbe ottenere un risultato contrario, ovvero quello di smorzare ed assorbire eccessivamente alcune frequenze dello spettro audio, snaturando il suono.


E’ importante sottolineare che questi sono da considerare come suggerimenti di massima, che possono aiutare - nella stragrande maggioranza dei casi - ad ottenere una base di partenza, consona alle esigenze HiFi.

Base di partenza sulla quale è poi possibile realizzare un'ottimizzazione allo stato dell'arte grazie alla ragionata e graduale adozione di appositi accessori di fine-tuning.


Ad esempio, un'utile soluzione per la correzione dell'ambiente di ascolto è data dai pannelli per il trattamento acustico, i quali agendo sui fenomeni di propagazione, diffrazione e riflessione dei suoni, sono in grado di interagire positivamente con l’output della catena di riproduzione, migliorando la resa acustica e valorizzando le performance di uno stereo high-end.



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